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Estate 2018

 -  ArcheoTeatro Pompeiano

Meta-contemporaneo è un tempo senza i residui del tempo. Un tempo in cui le storie, anche le più stratificate, riprendono vita come fosse la loro prima e ultima volta. Meta-contemporaneo è lo spazio abitato dai miti della paura e del desiderio ridotti, col rispetto che è loro dovuto, a qualcosa di piccolo e indistruttibile con cui potere ancora continuare a giocare. Meta-contemporaneo è vivere nel presente la prassi dell’utopia, con l’irragionevole certezza e la serena disperanza che un mondo meno tristo e infernale non sia possibile, se non nell’hic et nunc di una lunga, quasi eterna festa.

Dopo le Grandi Dionise ad Atene, le Pitiche a Delfi, i Ludi Scaenici a Roma e altri agoni poetici del mondo antico, ecco Le Pompeiane a Pompei. Detto con ironia naturalmente, ma col sincero intento di offrire alla comunità vesuviana (e non solo) - così come a molti straordinari teatranti e musicisti - occasioni d’incontro, di riconoscimento e di festa.

a cura di   ARS (Antiquarum Rerum Scientia)    AAV (Asylum Anteatro ai Vergini)

Direttore Amministrativo Alessandro Iorio    Direttore Artistico Massimo Maraviglia   Direttore Scientifico Vincenzo Giuseppe Iorio

 -  ArcheoTeatro Pompeiano

 -  ArcheoTeatro Pompeiano

 -  ArcheoTeatro Pompeiano

In occasione del pride, l’ArcheoTeatro mette in scena uno spettacolo che parla con ironia del rapporto nevrotico tra io e società, tra ciò che siamo e la maschera che vogliono farci indossare. Un tema eterno e sempre attuale.

 Scritto pensando al romanzo Le Ragazze di Pompei, di Carmen Covito, la storia narra di due donne romane, Tirrenia e Rubria, diverse per estrazione e cultura ma unite dall’amicizia, costrette a indossare quotidianamente una maschera (sociale) per poter anelare alla propria rispettiva  emancipazione:  Tirrenia quella intellettuale, Rubria quella sessuale. Sarà nella festa sacra del teatro (che nella sua dimensione di ludica ribellioni non manca di analogie con il movimento del Pride), che le due amiche potranno finalmente ritrovarsi, abbandonare la finzione della quotidianità  e divenire se stesse

La storia è ambientata all’interno del Teatro Piccolo di Pompei, che per l’occasione verrà “interpretato” dall’ArcheoTeatro Pompeiano, la cui struttura, ricalca quella del Teatro Piccolo sia per forma che per dimensioni.  È all’interno di questo teatro che le due amiche si ritrovano e insieme trovano, per i loro diversi problemi, una soluzione comune che avrà un epilogo meta-teatrale, dove i protagonisti diventeranno a loro volta attori e metteranno in scena una rappresentazione nella rappresentazione, abbattendo la quarta parete e trasformando il pubblico di oggi nel pubblico di allora.